giovedì 15 settembre 2011

Si riparte.....



La facoltà di Architettura del Politecnico di Torino ha una nuova matricola..... che conosco molto bene.
Sarà dura.
Saranno mesi di fatica.
Le auguro che per strada colga qualche successo, che le permetta di rendere il peso più gestibile.

Comincia così un nuovo viaggio, per lui ...ed anche un poco per noi.
Speriamo.

In bocca al lupo!

(15.9.2011)

mercoledì 14 settembre 2011

This is not America




E' vero.
Per me l'America, gli Stati Uniti per intenderci, non sono il faro della civiltà contemporanea.
E' difficile individuare una nazione, un popolo o una cultura che possà essere considerata tale.
Sicuramente non lo è l'America.

E' ovvio che, personalmente, analizzo la situazione solo per alcuni aspetti, che ritengo vicini a me ed alla mia realtà . Per cui mi calo nella situazione di cui, penso, mi ritroverei se vivessi negli USA anziche in italia.
Infatti ritengo che la mia collocazione non possa essere che nella working class.
E' quindi da questo punto di osservazione che faccio i miei commenti. Se fossi un riccone, guarderei il mondo dall'alto di un grattacielo: sicuramente la realtà mi sembrerebbe gradevolissima.

Invece la società è violenta. Per costituzione liberalizza le armi
http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_degli_Stati_Uniti_d'America.
Esplicativo al massimo è il film "Bowling a Columbine" di Michael Moore, il quale  ha vinto con questo film un premio Oscar nel 2002.
In questo film tratta circa la proliferazione delle armi in USA, nonchè del loro valore sociale che a queste si attribuisce. Lancia inoltre un atto di accusa sullo strapotere delle lobby che ne gestiscono la produzione.
(http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Moore).

Equità sociale. Il fatto che talvolta vi siano rivolte nei quardieri neri delle varie città denota che non esiste una vera equità sociale.
La disciminazione raziale è ancora ben radicata nella mentalità dell'americano medio. Sia a sud che a nord.

La previdenza non esiste. E' totalmente in mano ai privati, alle assicurazioni
http://www.leftcom.org/it/articles/2003-02-01/pubblica-o-privata-chi-finanzia-la-previdenza-usa
http://www.morningstar.it/it/424/articles/78286/Pensioni-Usa-lavori-in-corso.aspx

La sanità. Anche questa è totalmente privata. Se sei assicurato ti puoi curare, altrimenti sono guai.
Se contrai una malattia che può costistuire per l'assicurazione un grosso costo, il premio verrà ritoccato oppure l'assicurazione stessa potrebbe essere recissa (unilateralmente).
La sanità (insieme alla previdenza) sono stati argomenti di campagna elettorale da parte del Presidente Barak Obama.
A parte sporadici successi,
(http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_21/obama_sanita_a9ff5c9c-34bb-11df-b226-00144f02aabe.shtml) l'argomento è stato motivo di numerose sconfitte, del partito democratico prima e personali poi, per il presidente.
Obama ha giocato grande parte della sua popolarità per portare la previdenza e la sanità anche verso le classi meno abbienti.
Purtroppo le lobby affaristiche statunitensi, molto ben rappresentati presso i parlamenti americani, hanno ripetutamente negato questa possibilità.
In pratica è impossibile in USA fare del welfare un servizio anzichè un guadagno.

Invece sembra che tutto sia al servizio di chi è ricco, di chi è sano, di chi non ha nessuna necessità. Se, per sfortuna o per disgrazia va persa una di queste doti, automativamente tutto viene messo in discussione.

Non possiamo, però, non dare atto che la società americana è sempre particolarmente dinamica. Mentre noi italiani (ed europei in genere) siamo sempre collegati in modo forte alla nostra terra, ai nostri luoghi ed hai nostri affetti, gli americani hanno sempre avuto la propensione alla ricerca del loro Far West.
Questo più facile movimento di genti, per esempio, ha determinato lo svuotamento di città: quali, ad esempio, Detroit che ha perso in pochi anni un terzo della popolazione.
In seguito alla crisi dell'auto degli anni 2006/2008, vi è stato un forte svuotamento di interi quartieri.
Non esistono ammotizzatori sociali, ma ci sono molte più occasioni di ricollocazione.
In effetti è istituzionalizzato il precariato, in quanto ogni fine settimana (oppure ogni fine mese) il dipendente è liquidato.

Ma insomma, è questa la nazione della libertà e delle opportunità. Oppure non è altro che la sovrapposizione di più stratrati di popolazione: la parte ricca che governa, decide, controlla, costruisce ricchezza in assoluta difficoltà e un strato sottostante più povero, succube, con pochi diritti e ...quindi poca libertà.

E' vero che sono pochi dati e assai poco circostanziati, ma sufficienti per me per poter iniziare a pensare che l'America non è dove dicono che sia!

(14.9.2011)

domenica 11 settembre 2011

Scheiss italien


"Italia di M...."   (DerStandard.At)
 come ci vedono.... fuori.

(11.9.2011)

venerdì 9 settembre 2011

9/11



Son passati 10 anni.
Una discreta fetta della nostra vita da quel pomeriggio (in italia) in cui ci rendemmo conto che il mondo era veramente spaccato in due.
Ricordo che quel pomeriggio, mano a mano che le notizie si diffondevano all'interno degli uffici e laboratori della mia azienda, le varie attività si paralizzarono. Tutti i colleghi erano attaccatati alle varie radio presenti sulla vetture.
Di quel pomeriggio ricordo, in maniera indelebile, il silenzio della gente: non convinta di aver capito fino in fondo ma comunque conscia che in quel momento si stava cambiando pagina.

Era l'anno del nuovo presidente degli USA George W: Bush, eletto in situazioni rocambolesche il novembre precedente.
Era l'anno del vecchio presidente del consiglio S.B. eletto durante le elezioni politiche della primavera.

Era la fine di una estate contraddistinta, per me, del libro "NoLogo" di Noemi Klein, dove si parlava della strapotenza dei marchi e delle multinazionali principalmente nordamericane.


Mi sembrava che quei fatti drammatici fossero la logica conseguenza di questa denuncia, dello sfruttamento che l'occidente faceva dei paesi poveri: un violento sfruttamento  che lasciava solo  briciole sul posto.
Il denaro ed la sfrenata ricerca del guadagno impoverivano regioni intere, lasciando scie di metalli pesanti ed inquinamenti devastanti.

Durante quella lettura diventava consapevolezza il fatto che prima o poi certe violenze avrebbero generato odio. Un odio profondo.

Gli attentati del 11 settembre mi sono sembrati la diretta conseguenza del disprezzo che l'occidente aveva verso il resto del mondo. Quello più povero.
E' vero che era assolutamente non meritato il triste destino di tutte quelle persone che quel giorno perirono, ma come scontro di epoche e culture mi sembrava la logica conseguenza.

Sbagliando clamorosamente pensai che gli USA, dopo un colpo così duro ed i relativi contraccolpi psicologici sulla popolazione, si sarebbero chiusi a riccio al loro interno.
Così non fu.
Vennero scatenate più guerre e furono trovati i più strani pretesti per allargare i conflitti, incrinando ancora di più difficili rapporti tra primo, secondo e terzo mondo.

Sono passati 10 anni.
Mi pare che la parte più importante di quella lezione che è stato l'11 settembre non sia stato del tutto compreso.
Sono convinto che non tutte le conseguenze si sono manifestate.

Se gli USA si impegnassero meno ad esportare la "loro" democrazia e usassero il loro peso politico ed economico per risolvere i veri problemi che affliggono il mondo, forse da quel giorno gli americani potrebbero finalmente smettere di vivere afflitti dalla sindrome dell'accerchiato.

(09.09.2011)

mercoledì 7 settembre 2011

Sogno di una sera di mezza estate.

Con la manovra ver. 4.0 è stato aggiunto un prelievo del 3% sulla parte eccedente i 300 mila euro di reddito.
Questo provvedimento porteranno la bellezza di circa 150 milioni di euro.
Una elemosina.

Qualcuno diceva (forse un economista americano), qualche tempo fa,che non tassare la classe media poteva essere un grosso contributo alla ripresa dell'economia nazionale.
La classe media avrebbe, con il suo ininterrotto consumo, contribuito ad una ridistribuzione della ricchezza.
Mah...forse...non ci credo....

Qualche sera fa seguivo distrattamente un dibattito televisivo. Quando, ascoltando un economista (che non conoscevo), ho sentito una cosa che mi ha fatto sobbalzare dalla poltrona.

Il nostro deficit si aggira intorno ai 1900 miliardi di euro.
Questo mucchio di soldi non si sono volatilizzati.... hanno solo cambiato tasca.
Si calcola che il 20% degli italiani più ricchi detengono circa 8000 miliardi di euro.
Una bella cifrona.
Bene. Se si tassasse il 10 percento una tantum delle proprietà di questo 20%, sarebbe possibile mettere insieme una cifra  maggiore di 200 migliardi di euro.
Non male!
Il nostro debito passerebbe da 1900 a 1700 miliardi.

Pensa un poco che bellezza.
I mercati, visto la draconiana iniziativa e riconosciuta la serietà del governo in carica, farebbero la coda per fare entrare in italia nuovi capitali.
Il famigerato spread passerebbe in un pomeriggio da 380 a 80.
Questa si che sarebbe una bella scossa all'agonizzante economia italiana!

Altro che non tassare la classe media. Questo è il vero contributo alla ridistribuzione della ricchezza.

Bella storia...... ma adesso basta .... sveglia!!!

(7.9.2011)

martedì 6 settembre 2011

Approssimazioni successive.

Quarto tentativo.
Sarà quello buono....mah.... per far cazzate di tempo ne abbiamo ancora.
Meno male che abbiamo un Grande Vecchio che, quando la situazione diventa insostenibile, prende per mano questo governo di dilettanti e indica loro la strada corretta. Purtroppo da soli non riescono, non ci arrivano.

Ritengo che questo governo sia arrivato al capolinea. Oramai il credito e la credibilità sono finiti da tempo. Ed anche loro stessi mi sembrano stanchi e sfiduciati, consci delle figure fatte non proprio edificanti.
Anche il governo spagnolo ha definito l'italia un peso, e l'azione del suo governo sempre approssimativo.
Se fossero i tedeschi o gli olandesi ... ci può stare, ma sentire questo dagli spagnoli.....no!


Nel frattempo auguriamo tanta salute al nostro (sempre tempestivo) Presidente.

(6.9.2011)

giovedì 1 settembre 2011

Grana risolta (?!)

Recuperare l'ammontare della manovra con la lotta all'evasione?
Stiamo schierzando?
Ma chi ci crede!!!!
Questa è la dimostrazione che a certa gente, dell'italia e del suo recupero, non interessa proprio una m....azza.

Ancora una volta..... senza vergogna e senza faccia.
Inoltre c'è qualcuno dei "lor signori" che si presenta davanti a delle telecamere con fare soddisfatto come se avessero risolto per bene una grossa grana.

Magari loro si....noi un poco meno.

(1.9.2011)