martedì 26 maggio 2015

GialloSvezia




Terrificante carrellata di assassini psicopatici dispersi in una società dal welfare mirabile e dalle solitudini profonde.
Una indigestione di morte, sangue, lame, pistole e veleni.
E tra un cadavere e l'altro il libro è volato.

Più leggo scrittori svedesi e maggiore diventa la curiosità di capire quella strana gente.
Mi domando se, in quella remota nazione, ci siano all'anno più assassinii che a Milano o Napoli in un mese. Non credo.
Eppure i giallisti svedesi sono quasi ...inflazionati e producono delitti e gialli come una catena di montaggio.
Casi da psichiatria.

Ma poi i delitti sono tutti uguali, non c'è latitudine che tenga, a Montelusa, come a Ystad, ad Aosta come a Kiruna, in Sicilia come ai confini del circolo polare.

E se continuo a leggerli può darsi che, un poco, anche io sono un caso da manicomio criminale.

(26.5.2015)




lunedì 25 maggio 2015

Tragedia. La crisi in Grecia.



E' giusto avere i conti in ordine.
E' giusto un equilibrato rigore.
E' giusta una politica fatta con coscienza.

Ammettiamo la politica scellerata di una passata classe dirigente che a portato alla rovina un paese. Ma dobbiamo salvare la gente, la povera gente.

Portare al martirio un popolo, a chi giova?
Dov'è l'Europa dei popoli?
Vedo solo l'Europa di mercanti e speculatori.

E Tsypras, se vuole sopravvivere politicamente, deve fare qualcosa di ...rottura.
Prima che l'Europa pretenda il sangue dei greci, cerchi l'aiuto da chi è disponibile. A est.

Quello che succede oggi in Grecia potrà succedere a noi domani.

(25.5.2015)

giovedì 7 maggio 2015

La giostra degli scambi di Andrea Camilleri




Forse più banale di altri.
Forse più semplice e lineare, è stata una lettura scorrevole.
Il maestro incanta sempre anche se si osservano alcune perdite. Effetti collaterali della semplicità.
Maggiore attenzione alla lingua siciliana che rende la traduzione alle volte "bastevolmente disagiata".
E' necessario essere lettori fedeli e "scafati".  Iniziati.
E' il prezzo che è necessario pagare.

(7.5.2015)


domenica 3 maggio 2015

Tempesta di Lilli Gruber.




Dopo l'esperienza de "L'eredità" avevo curiosità di confrontarmi con questo libro di Lilli Gruber.
E' stata una lettura positiva, con molte luci e qualche ombra.
La storia è bella.
Hella e Karl sono i personaggi sui quali si sviluppa la vicenda. Hella di Nuemarkt (Egna-Bolzano) ricca e nazista e Karl falsario di Berlino che cerca di dare la fuga alla sua famiglia di comunisti e alla fidanzata ebrea. Le loro vicende si intrecciano, si ostacolano e poi si aiutano. Ma il loro destino è segnato.
Collocata negli anni 1940 e 1944 in Alto Adige, dove passava la linea di faglia tra le culture italiche e tedesche. Dove il fascismo è nemico ed il nazismo richiama protezione.
Ma la Germania vuole sopra di qualsiasi altra cosa gente da portare in guerra.
La guerra è una fornace che brucia genti, storie, cuori. Tutto deve essere finalizzato alla vittoria. Che non arriverà.
E' chiaro che la nostra scrittrice non vincerà mai un Nobel per la letteratura, neanche un "Pulizer". Forse neanche un "bancarella.
In certe descrizioni mi è sembrata abbastanza incerta. Rendendo evidente che non è il romanzo il suo mestiere.
Fermo restando che la storia è stata avvincente quasi fino alla fine.
Le ultime pagine mi sono sembrate chiuse in modo un poco precipitoso dando al lettore un epilogo un poco vuoto, scontato.


Ma nonostante tutto una lettura consigliatissima!


(3.5.2015)



martedì 28 aprile 2015

L'umanità domenica pomeriggio.


Non voglio fare un discorso di parte. Ora non mi interessa il colore o la fede.

Sicuramente la bomba carta fatta esplodere all'interno di uno stadio è un gesto folle, da punire senza sconti. Da qualsiasi parte essa provenga.
Mi domando come abbia fatto una cosa del genere ad entrare all'interno di uno stadio durante un derby.
Un fatto sconsiderato fatto da uno scriteriato criminale.

Ciò non di meno mi ha impressionato il filmato preso dalle telecamere montate sul pullman di una squadra con centinaia di persone che inveivano contro dei giocatori.
E parlo di centinaia. Giovani, anziani, bambini.
Cosa sarebbe successo che per disgrazia un solo giocatore si fosse trovato a piedi in quella strada?
Lo avrebbero linciato?
Quanto era evidente la rabbia ed il disprezzo sui visi di quelle persone.

Come è facile condannare l'odio dell'ISIS e poi ringhiare in quella maniera.
Stiamo andando oltre il limite.

Mi tornano in mente le parole di Nonno: "All'umanità serve una guerra ogni 50 anni".
Forse aveva ragione.

(28.4.2015)

sabato 25 aprile 2015

Altre letture del mese di aprile 2015.




Numero zero di Umberto Eco.

Il professore Umberto Eco insieme al maestro Camilleri sono i massimi esponenti della letteratura italiana. Su questo non ho alcun dubbio.
Sulla base di questa affermazione è ovvio che le opere di questi scrittori, appena disponibili diventano "cosa mia".
Numero zero non ha le dimensione di passati lavori del professore ma è sicuramente uno scritto godibile che scorre senza nessun intoppo.
La storia si svolge all'interno di una redazione durante la realizzazione di un numero zero (il numero di collaudo del giornale, la pre serie) del giornale "Domani", nell'anno 1992, proprio quando Tangentopoli dava luogo ai primi scossoni sulla politica milanese prima e nazionale dopo.
Mirabili le descrizioni della messa a punto della "macchina del fango", di come si discreditano le persone, dell'arte della smentita è contro smentita.

Un gran bel leggere.





Il magico potere del riordino di Marie mondo

La domanda che mi ha accompagnato in questa, fortunatamente, breve lettura è stata ...ma l'editore di questo libro a cosa pensava quando ha deciso di investirci dei soldi dandolo alle stampe?
Mistero.
Probabilmente in Giappone ed in altri paesi dell'estremo oriente il libro ha un suo perché. Qui molto meno.
Mi può stare bene la riconquista della spazi, ma come e perché arrivare a quel punto non è nella cultura occidentale.
Si parla ripetutamente di sequenze infinite di Sacchi della spezzatura pieni di cose inutili: indumenti, giocattoli, attrezzi ginnici, intimo, specchi, elettrodomestici ..ecc ecc ecc.
Ma cosa ne è stato della raccolta differenziata, del riciclo, del riutilizzo, del piacere di conservare una cosa inutili per l'unico motivo di possederla.
La cultura giapponese è sicuramente grande, ma non è possibile esportarla così, pari pari, sui nostri costumi di vita. Siamo indubbiamente molto distanti e questo libro lo dimostra.

Commento in una parola: antropologico.





La banda degli amanti di Massimo Carlotto.

Libro dal titolo lieve ma dalla storia truce.
Inizialmente ho un poco stentato a trovare la lettura trascinante. Ma, ad un certo punto, tutto si è avviato in una storia veramente cattiva.
Ambientato nel ricco Veneto, dove si incrociano malavitosi dai gusti raffinati, borghesia povera  e politici corrotti.
Un insieme veramente interessante.
Un enorme neo. Questo libro non è l'inizio è neanche la fine di un sequel. Infatti la conclusione non è certamente definitiva e ha lasciato il racconto completamente ...aperto.

(25.4.2015)

domenica 12 aprile 2015

Sottomissione di Michel Houellebecq.





È stato un libro pesante ma affascinante.
Ambientato nella Francia del 2020 nel periodo delle elezioni presidenziali.
In una società decadente.
Per rispondere alla forte affermazione del Fronte Nazionale di Marine Le Pen, i partiti di centro e sinistra si alleano con il partito mussulmano da poco costituito ma già fortemente radicato.
È questo vince.
A questo punto il presidente eletto vuole fortemente un solo dicastero per il suo partito: quello dell'istruzione ed università.
È l'inizio di una nuova epoca per l'Europa. Una grande trasformazione della società.

Nel libro vengono sviluppate tesi che in altri post avevo già espresso.
Lo sviluppo della nostra società attuale, con le sue lotte per la parità sociale, hanno dato luogo ad uno sviluppo culturale importante, che non ha riscontro nelle comunità mussulmane, ma conferisce al tempo stesso una profonda debolezza: la contrazione demografica.
Al contrario nelle comunità fortemente patriarcali l'incremento demografico ha tutt'altro segno. Con la loro arretratezza culturale, la loro chiusura all'esterno e ad ogni novità, si sviluppano in numero.
Le conseguenze che si vedranno tra venti o trent'anni: loro saranno numerosi e diffusi.
Nel frattempo si saranno istruiti e piano piano andranno ad occupare ruoli sempre più importanti e di vertice.
Ma sempre nel segno della loro religione.

Anche in Italia siamo in questa condizione.
Se non peggio.

(12.04.2015)